Altezza sella bicicletta: come calcolarla

L’altezza della sella della bicicletta è l’impostazione più modificata, anche in autonomia dai ciclisti pur essendo sfortunatamente anche una delle regolazioni più importanti e che più influiscono sull’assetto e la posizione dell’atleta sulla bicicletta.

In questo articolo parleremo di come stimarla per un’impostazione approssimativa iniziale e di come ottimizzarla in maniera “scientifica” con una visita biomeccanica.

L’altezza della sella ha una correlazione diretta con la performance del ciclista grazie alla finestra biomeccanica (di cui parleremo in seguito in questo articolo), ma influisce fortemente anche sul movimento dell’intero bacino e quindi la schiena, così come sul movimento di ginocchia e caviglie. Per questo motivo potrebbe determinare oltre che una pedalata inefficiente, la possibilità che insorgano tecnopatie classiche del ciclismo, come dolore alle ginocchia, mal di schiena, problemi di appoggio in sella.

Esistono diversi metodi empirici di calcolo della corretta altezza sella, calcoli matematici in grado di determinare, partendo dall’altezza del “cavallo” del ciclista, una stima dell’altezza sella.

Metodi tradizionali per calcolare l’altezza della sella

I metodi più utilizzati sono 4, che si sono avvicendati nella storia del ciclismo moderno:

  • Metodo “Heel” (dall’inglese “tallone”)
  • Metodo 109% (Hamley e Thomas 1967)
  • Metodo Hinault (dal nome del grande ciclista francese)
  • Metodo Lemonde (dal nome del campione americano)

Prima di analizzare i diversi metodi è corretto spiegare perché sono utili solamente per una stima dell’altezza sella corretta. Questi metodi utilizzano dei calcoli matematici che ovviamente non sono in grado di tenere in considerazioni diverse variabili importanti, caratteristiche intrinseche e soggettive di ogni ciclista, come l’elasticità muscolare, la capacità articolare (o ROM, range of motion) ovvero la “flessibilità” articolare, come dallo stato di forma attuale dell’atleta, la fase di vita (un ragazzo di 18 anni ha un’adattabilità ed una capacità muscolo-scheletrica totalmente differente da un ciclista di 40,50 o 60 anni).

Metodo Heel

Il metodo heel è il più approssimativo ma anche il più diffuso e semplice, la maggior parte dei ciclisti almeno una volta nella vita ha impostato la sella in questo modo: Consiste nell’alzare la sella circa all’altezza dell’anca, stando in piedi accanto a essa. Una volta seduti in sella, posizionare il tallone del piede sul pedale (per questo motivo “heelmethod”) mantenendo la pedivella in direzione del prolungamento del tubo piantone. In questa posizione, l’altezza sella giusta è quella che permette di avere il ginocchio totalmente esteso, questo vorrà dire che in fase di pedalata con il piede in pressione a livello delle teste metatarsali, di conseguenza più arretrato rispetto alla posizione “heel”, sia avrà un’estensione sub massimale del ginocchio.

Metodo 109%

Il metodo 109% è il risultato del primo studio scientifico riguardo la biomeccanica del ciclismo, condotto dai professori americani Hamley e Thomas, misurando l’efficienza di pedalata con diverse altezze di sella. Determinarono che il miglior rapporto tra altezza sella ed efficienza la si trovava mediamente quando l’altezza sella corrisponde al 109% della lunghezza del cavallo. Ecco come procedere:

Porsi scalzi spalle al muro, piedi circa alla larghezza delle spalle e con un “blocco” tra le gambe segnare il punto più alto sul muro (il blocco va premuto in maniera salda nella zona di tessuti di appoggio della sella). Dopodiché si procederà a misurare con un metro da terra al segno sul muro, così da avere la nostra “altezza cavallo”. A questo risultato si dovrà calcolare il 109% per determinare l’altezza di sella corretta (o moltiplicando per 1,09).

Metodi Hinault E Lemond

I metodi in seguito messi a punto dai celebri ciclisti avevano l’obiettivo di migliorare, grazie anche alla rispettiva esperienza professionistica, quello che in precedenza era stato studiato. Il coefficiente da moltiplicare per l’altezza cavallo diminuisce, rispettivamente 0,885 e 0,883.

Biomeccanica e altezza sella della bici

Con l’avvento delle nuove tecnologie e all’aumento degli studi scientifici nel campo della biomeccanica del ciclismo, si è oggi in grado di valutare in maniera molo più precisa l’altezza sella per ogni atleta, in base alle sue caratteristiche.

La messa in sella biomeccanica garantisce un range di ampiezza articolare entro la quale è tollerabile ed efficiente un movimento.

In senso assoluto, didatticamente, per il ginocchio si attesta tra i 140° e i 150°, ma anche questo è un dato approssimativo, la finestra biomeccanica può cambiare (non di molto) a seconda delle caratteristiche soggettive di ogni singolo ciclista e di conseguenza anche l’altezza sella.

Il modo più preciso e sicuro per prevenire infortuni o dolori, così come incrementare performance ed esperienza di guida è quella di affidarsi ad un sistema di analisi video specifico e ad un professionista qualificato.

Il metodo di valutazione altezza sella con analisi video

L’analisi video è una procedura che permette, tramite una ripresa video, durante la pedalata del ciclista di seguire in tempo reale la traiettoria delle articolazioni del corpo e quindi di valutarne le ampiezze e gli angoli.

Abbiamo parlato poco più su dell’importanza della finestra biomeccanica, con l’analisi video si è in grado in ogni istante della pedalata di valutarla e di rispettarla, per ogni singolo atleta.

I punti forti di questo metodo, se si utilizzano sistemi di analisi video specifici e dedicati come Iver vision, sono la precisione di valutazione degli angoli articolari, la possibilità di mettere in correlazione istante dopo istante  il range of motion di articolazioni come caviglia, ginocchio e anca, la possibilità di valutare l’asse del ginocchio in fase di spinta e quindi la possibilità di prevenire posture scorrette che oltre a decrescere la prestazione causano sovraccarichi e quindi dolori.

Il punto di forza dell’analisi video nella determinazione della altezza sella corretta sta nella valutazione in dinamica, ovvero durante il ciclo di pedalata, e quindi la possibilità di valutare la stessa in condizioni di carico, cadenza e sforzo differenti.

Altezza sella MTB e BDC, le differenze

Ai giorni nostri sempre più ciclisti, anche i puristi di una o l’altra disciplina, decidono di cimentarsi anche con mountain-bike e viceversa.
Che sia per avere un’alternativa alle strade ghiacciate d’inverno (spesso la mtb viene utilizzata dallo stradista nel periodo di off season) o che sia per mettere più km nelle gambe con una bici da corsa per il biker. Di conseguenza il dubbio comune riguarda come gestire l’assetto biomeccanico su bici così diverse.


Come descritto in questo articolo, il parametro fondamentale per l’altezza della sella di MTB e BDC (bici da corsa) resta la posizione del ginocchio rispetto all’asse del pedale ovvero la sua estensione. Fatta questa premessa, è possibile ragionare in termini pratici, partendo dal diverso spessore della tacchetta della scarpa (passando ad esempio da tacchette “look” da bici da corsa a tacchette “spd” per Mountain bike). La tacchetta spd è spesso integrata nella suola e comunque di spessore inferiore rispetto all’ingombro della tacchetta da bici da corsa, va da sé che il compenso in abbassamento della sella debba seguire questo ragionamento, nell’ordine dei 5-10mm.
Attenzione però alle diverse geometrie della bicicletta che potrebbero portare a dover compensare anche l’arretramento della sella.”

Erik Bizzoni